Lub82

Ciò che non mi uccide mi rende più forte – Frederic Nietzsche

Round about midnight

con un commento

Niente potrebbe essere più azzeccato come titolo del disco che fa da colonna sonora alla stesura di questo post, il vellutato “Round about midnight” del genio Miles Davis, che più ascolto e riascolto, più mi accorgo di quanto fosse decisamente (sempre per citare un’altra delle sue fatiche più riuscite) “Miles Ahead”. Ma molto avanti.

Come dicevamo è circa mezzanotte, l’orario giusto per mettersi sulla tastiera mentre la testa vaga tra i propri pensieri, tanti.

La testa, già. Questo grosso shaker di pensieri, aspettative e delusioni, illusioni e disillusioni che ci troviamo appoggiato al collo e che ogni tanto andrebbe agitato, per vedere se, mescolandosi, tutte queste cose rendono qualcosa di buono. Lo stesso Miles Davis, nella sua vita artistica, mescolando tante idee musicali così diverse tra loro è riuscito ad ottenere qualcosa di (molto) buono. Invece mi ritrovo a voler sempre mettere un ordine rigoroso nei miei pensieri, quasi fosse una libreria, una grande biblioteca.

Essere o non essere? Il disturbo se lo era già preso Parmenide da Palinuro (posto davvero affascinante Palinuro…) tanti anni prima del proverbiale indeciso, Amleto, il quale comunque aveva la sua gatta da pelare.

Agire di istinto o razionalmente? Mettere in ordine lo scaffale o shakerare tutto? E’ verissimo che la vita è fatta di scelte, ma credo che la risposta a tale quesito sia la madre di tutte le scelte. Giusto, la vita è fatta di scelte! Il problema nasce quando a complicare le cose c’è qualcuno che te le rende difficili, le scelte… Diventa un incrocio fra l’istintività e la razionalità di due persone, due fattori che come abbiamo visto poc’anzi si incrociano fra loro. L’incrocio di due incroci. Un casino. Meglio davvero non pensarci, per evitare l’esistenzialismo, fatto che non mi tange e non voglio mi tanga (tanga?! Mmm…).

Rileggendomi probabilmente mi renderò conto che stasera sono un po’ più cervellotico del solito e che la mia solita spinta deve essere rimasta al piano di sotto, per cui meglio parlare di altro.

Ad esempio di quanto mi piaccia l’atmosfera notturna, tanto per ricollegarmi all’inizio del post, e che fosse per me sarebbe sempre mezzanotte. La luce notturna, perchè di buio comunque non si tratta, ha per me un che di caldo e rilassante, di misterioso ma al contempo rassicurante. Devo però ammettere che il tutto mal si concilia con l’altro momento della giornata che riscuote i miei favori, la mattina. Dovrei trovare il modo per vivere soltanto la mattina e la notte, tralasciando tutta l’inutilità del mezzogiorno e del pomeriggio…

Inutilità? Ferma tutto! A mezzogiorno si pranza! Non mi toccate il mezzogiorno. Il pomeriggio? Avete presente quei bei pomeriggi primaverili trascorsi in balia del dolce far niente? Nevvero capita poco spesso, bisognerebbe poterseli concedere di più…

Tirando le fila di queste ultime due righe forse bisognerebbe abolire il sonno, idea di per sè non malvagia se si pensa che di tempo per dormire, post mortem, se ne ha anche troppo. Ma anche dormire è un piccolo piacere della vita.

In definitiva mi accorgo di aver battuto una dozzina di righe totalmente inutili, in quanto mi piace tutto. Ok. Ottimismo reloaded! Forse tra poco sono pronto per infilarmi sotto le coperte più in pace con il mondo di quando mi sono seduto alla scrivania, a conferma dell’effetto terapeutico della scrittura, attività che consiglio vivamente a tutti.

La notte continua a scivolare via, assieme al morbido suono dell’immortale tromba del lisergico ometto di Saint Louis che mi accompagnerà più o meno fino alla fase del rapid eye movement. Cool jazz… chissà perchè poi lo hanno definito “jazz freddo”? Ok, sicuramente più serio e distaccato del dixie o delle sonorità bop, ma certo tutto fuorchè freddo. Ancora una volta grazie Miles, grazie di tutto.

Written by lu82

Febbraio 20, 2007 a 12:43 am

Una Risposta

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  1. Someday he’ll come alone
    the man I love
    And he’ll be big and strong..the man I love……….

    Dimentichi Ella e il Jazz più femminile di tutti i tempi … THE MAN I LOVE…

    Simona

    Aprile 23, 2008 alle 11:16 pm


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