Lub82

Ciò che non mi uccide mi rende più forte – Frederic Nietzsche

Archive for the ‘Musica’ Category

Suzie Q

con 2 commenti

Oh Suzie Q
Oh Suzie Q
Oh Suzie Q Baby I love you
Suzie Q

I like the way you walk
I like the way you talk
I like the way you walk I like the way you talk
Suzie Q

Oh say that you’ll be true
Oh say that you’ll be true
Oh say that you’ll be true and never leave me blue
Suzie Q

Oh say that you’ll be mine
Oh say that you’ll be mine
Oh say that you’ll be mine Baby all the time
Suzie Q

Oh, Suzie Q
Oh, Suzie Q
Oh, Suzie Q, Baby, I love you
Suzie Q

I like the way you walk
I like the way you talk
I like the way you walk, I like the way you talk
Suzie Q

Oh, Suzie Q
Oh, Suzie Q
Oh, Suzie Q, Baby, I love you
Suzie Q

Written by lu82

Maggio 1, 2008 alle 2:35 pm

Pubblicato in Musica

I miracoli della tecnologia…

con 3 commenti


L’altro giorno su Myspace mi sono imbattutto in un vero miracolo della tecnologia… Jimi Hendrix è vivo ed è on line!!!! :D :D :D
Approfitto di questa improvvisa resurrezione per postare due dei miei pezzi preferiti di Hendrix e degli Experience (anche se scegliere è veramente dura!)

Voodoo Chile

Little Wing

Written by lu82

Aprile 16, 2008 alle 11:11 am

Shine a light

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Ultimamante il film musicale (meglio se d’essay) per quel che mi riguarda “tira” molto: il penultimo film (non recensito qui) è stato “il domani non è scritto – Joe Strummer”, mentre venerdì sera mi sono dedicato a “Shine a light”, (alla premiere assoluta :P , mitico Rialto!!!) il film del concerto che i Rolling Stones hanno tenuto al Beacon Theatre magistralmente ripreso da Martin Scorsese. Premetto che quanto in assoluto sia fantastica la musica degli Stones e quanto siano incredibilmente travolgenti dal vivo (peraltro ad un’età in cui il 99% delle rockstar è a rosolarsi al sole di qualche isola sperduta o a giocare a golf) non lo scopro certo io… Dopo questo doveroso incipit (non voglio certo essere tacciato di scoprire l’acqua calda), comunico ufficialmente che vedere il film è UN DOVERE per tutti quanti siano appassionati di rock and roll (e non solo di Stones) ed è comunque caldamente consigliato a chi ha voglia di qualcosa di insolito ma non troppo: 2 ore abbondanti di travolgente energia Jaggeriana e di assoli della premiata ditta Richards-Wood, il tutto condito dalle percosse alle pelli di Charlie Watts e da grandi cammei: nell’ordine Jack White (White Stripes, sono sobbalzato sulla poltroncina quando l’ho visto comparire!), Christina Aguilera e Buddy Guy (un assaggio del miglior ruvidissimo bluesaccio del delta).

E Scorsese?! Anche qui non voglio far scorrere fiumi di acqua bollente, per cui mi limito a dire che le pennellate del grande artista sono poche ma decisamente incisive! Martin compare tra l’altro in prima persona ed è autore di alcune delle gag più divertenti e “spezzetta” a dovere il concerto con frammenti di interviste e filmati originali tratti dalla carriera degli Stones, per non lasciare che la proiezione risulti un semplice video di un concerto.

Insomma, tirerò avanti il tutto ancora per poco: ANDATELO A VEDERE!!!!

Written by lu82

Aprile 14, 2008 alle 9:50 pm

Ma il cielo è sempre più blu…

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Stavo riascoltando anche il grande Rino…

Sono passati tantissimi anni, eppure suona attualissima. Era un genio Rino Gaetano o non è cambiato niente negli ultimi 33 anni?

Molto probabilmente entrambe le cose… Ma tanto… Il cielo è sempre più blu!

Written by lu82

Aprile 10, 2008 alle 12:30 pm

Pubblicato in Musica, Pensieri Politici

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The neverending tour goes on…

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Articolo tratto da www.ilsole24ore.it

«How many roads must a man walk down before you call him a man»?

E quante strade deve percorrere un uomo da Duluth, nevosa città industriale del Minnesota, prima di arrivare al Premio Pulitzer? La risposta, in questo caso, più che nel vento, soffia sulle note delle canzoni di Dylan…

Prossimo ai 67 anni (li compirà il 24 maggio), il menestrello appare, in grande spolvero e la sua stella, invece di affievolirsi, brilla più luminosa che mai. Il suo ultimo album, Modern Times, ha scalato le classifiche di tutto il pianeta come non accadeva dagli anni settanta, mentre il primo volume dell’autobiografia Chronicles è diventato un caso letterario. Tra un concerto e l’altro, intanto, il signor Zimmerman, si toglie la soddisfazione di vincere il più prestigioso premio giornalistico del mondo.
Dopo essersi aggiudicato un Oscar per la miglior canzone (Things have changed), nel film Wonder Boys, Dylan riceve, dunque, anche il Pulitzer alla carriera con una citazione speciale per il suo “impatto profondo sulla musica popolare e la cultura americana, attraverso composizioni liriche dallo straordinario potere poetico”. Ancora una volta, il menestrello di Duluth, pioniere per vocazione, taglia per primo al traguardo. Se in passato, infatti, erano stati insigniti del premio speciale personaggi come il jazzista John Coltrane e un compositore di prima grandezza come George Gershwin, nessuna rockstar era mai riuscita a conquistare l’onorificenza.

Era il 1961 quando il giovane Bob, imbracciata una chitarra, fuggì in autostop dalla città natale verso New York, in cerca di fortuna. Non dovette attendere molto per avere la sua occasione. Già l’anno successivo usciva il primo album che, come titolo, portava semplicemente il suo nome. Il mondo incominciò a conoscerlo, però, soltanto dopo la pubblicazione del secondo disco: Freewheelin’ Bob Dylan. Un lavoro che annovera tra le sue tracce capolavori come gli inni pacifisti Blowin’ in the wind e Masters of War, oltre che l’apocalittica Hard Rain. Da allora, tra alti e bassi, infiniti cambiamenti di direzione, conversioni (musicali o religiose) la sua voce nasale e sempre più roca è stata la colonna sonora di almeno tre generazioni. Ripercorrere la sua parabola, oggi, significa davvero raccontare la storia e la cultura americana (e non solo) degli ultimi cinquant’anni.
A metà degli anni sessanta, i Beatles dicevano che Dylan aveva “mostrato loro la strada”, più tardi Bruce Springsteen ammise di avere intrapreso la sua carriera dopo aver ascoltato Like a Rolling Stone. Tutta la storia di Jokerman è costellata di omaggi, riconoscimenti e anche, naturalmente, di onorificenze. Il suo nome, con il tempo, è diventato più che leggendario. Basti dire che nel 2003, quando decise di girare il film Masked and Anonymous, attori come Val Kilmer, Jeff Bridges, Penelope Cruz, Jessica Lange, Mickey Rourke e John Goodman accettarono, senza indugio, di lavorare per il compenso minimo sindacale, pur di apparire al suo fianco.
E ora, dopo l’Oscar e il premio Pulitzer, a Dylan manca solo il Nobel. D’altra parte il suo nome è circolato spesso nelle liste dell’Accademia svedese, anche se le numerose candidature ricevute, fino ad ora, non si sono tradotte in una premiazione. Sarà destino di Bob diventare anche la prima rockstar a vincere il premio Nobel per la Letteratura? La risposta, per ora, soffia nel vento….

Solo una parola: FINALMENTE!

Written by lu82

Aprile 9, 2008 alle 12:38 pm

Pubblicato in Musica

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’cause it makes me feel like I’m a man..

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Giusto per tenere a mente quanto adoro questa canzone…

Written by lu82

Aprile 5, 2008 alle 2:36 pm

Pubblicato in Musica

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