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Tutto d’un fiato
E’ stato un fine settimana lungo quello che è finito ufficialmente da 40 minuti. Lungo non perchè non passasse mai, al contrario infatti è volato, ma lungo perchè è iniziato giovedì sera. Un fine settimana che per tanti versi voglio ricordare: non sono stati certo dei “glory days” quelli appena trascorsi, ma sicuramente dei giorni in cui ho potuto apprezzare tante piccole cose.
Giovedì: la compagnia di amici vecchi, una serata in una città nuova, la piacevole conoscenza di persone nuove, il piacere di piacere.
Venerdì: la soddisfazione di andare a fare rapporto al mio relatore e scoprire che è più soddisfatto di quello che pensavi, la leggerezza di un pomeriggio passato a vagare senza una meta per la tua città cercando qualcosa che non sai nemmeno bene cosa sia, il piacere di un gran film (Shine a light) seguito dal gelato da Stefino (ormai un piccolo rito orgiastico, film+gelato) il piacere di una serata senza tante pretese con gli amici di sempre (assieme ad altri di più recente frequentazione) che però ti accorgi essere molto più allegra del solito (forse ero io ad essere particolarmente allegro e li percepivo così, forse loro erano allegri perchè ero allegro io).
Sabato: la felicità di fare una fatica boia per alzarsi dopo 4 ore scarse di sonno per fare un favore ad un amico, il bello di consumare un pomeriggio con una persona in modo del tutto inaspettato, la soddisfazione di addormentarsi sul divano appagati dal “sapore” della giornata.
Domenica: la soddisfazione di un evento organizzato bene e che fila liscio proprio come lo avevi programmato, l’ennesima vecchia/nuova piacevole conoscenza di una persona del tutto inattesa.
Questo post è assolutamente atipico per come è scritto, non ho la pretesa che venga decifrato perchè è un promemoria personale e basta. E ora a letto: domattina è lunedì, inizia una settimana cruciale.
Riflessioni
E’ stato una stagione frustrante: è innegabile. E’ una passione che da sempre fa parte della mia vita perchè mi ha sempre fatto provar gioia, esaltazione, conforto nei momenti di difficoltà dovuti ad altri eventi, affetto per le persone con cui ho condiviso la MIA passione. Quest’anno è stato molto diverso. Il divertimento è venuto decisamente meno e non solo per l’epilogo delle cose, non solo perchè è stato l’anno peggiore a livello individuale (a mio giudizio). Frustrante. Si riassume tutto in questo aggettivo. Adesso inizia il lungo momento delle riflessioni, per capire se avrò ancora le motivazioni giuste per continuare e soprattutto se ne avrò l’opportunità, ma questo è un problema legato ad altri fattori (studio, post studio). Se decidessi che c’è spazio per continuare l’opportunità me la saprei costruire, da zero, imparando dagli errori del passato. Tutti.
Inizia il momento delle riflessioni e mi piacerebbe potermi “disintossicare” completamente da questo momento e per tutta l’estate: dopo 15 anni praticamente ininterrotti dovrei poter staccare la spina per analizzare tutto con il giusto distacco, la giusta freddezza. Purtroppo non posso perchè ho preso un impegno e comunque so già che difficilmente potrei sopportare 5 mesi di astinenza. E’ il lato affascinante e crudele di una passione, il succo della sua irrazionalità: ho appena ricevuto una delusione pazzesca e so comunque che stare senza è impossibile. Un “tossico” senza speranze ecco cosa sono.
Cercerò ora di concentrarmi al 1000% su tutto il resto, sulle mie attuali priorità, forse questo mi aiuterà a ripulire testa e cuore dalle scorie di quest’ultimo anno, nato sotto grandi auspici e finito male.
Su una cosa non ho dubbi: se tornerò, sarò più forte di prima. E’ questa l’unica motivazione che al momento mi potrebbe mandare avanti.






