Lub82

Ciò che non mi uccide mi rende più forte – Frederic Nietzsche

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Riflessioni

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E’ stato una stagione frustrante: è innegabile. E’ una passione che da sempre fa parte della mia vita perchè mi ha sempre fatto provar gioia, esaltazione, conforto nei momenti di difficoltà dovuti ad altri eventi, affetto per le persone con cui ho condiviso la MIA passione. Quest’anno è stato molto diverso. Il divertimento è venuto decisamente meno e non solo per l’epilogo delle cose, non solo perchè è stato l’anno peggiore a livello individuale (a mio giudizio). Frustrante. Si riassume tutto in questo aggettivo. Adesso inizia il lungo momento delle riflessioni, per capire se avrò ancora le motivazioni giuste per continuare e soprattutto se ne avrò l’opportunità, ma questo è un problema legato ad altri fattori (studio, post studio). Se decidessi che c’è spazio per continuare l’opportunità me la saprei costruire, da zero, imparando dagli errori del passato. Tutti.

Inizia il momento delle riflessioni e mi piacerebbe potermi “disintossicare” completamente da questo momento e per tutta l’estate: dopo 15 anni praticamente ininterrotti dovrei poter staccare la spina per analizzare tutto con il giusto distacco, la giusta freddezza. Purtroppo non posso perchè ho preso un impegno e comunque so già che difficilmente potrei sopportare 5 mesi di astinenza. E’ il lato affascinante e crudele di una passione, il succo della sua irrazionalità: ho appena ricevuto una delusione pazzesca e so comunque che stare senza è impossibile. Un “tossico” senza speranze ecco cosa sono.

Cercerò ora di concentrarmi al 1000% su tutto il resto, sulle mie attuali priorità, forse questo mi aiuterà a ripulire testa e cuore dalle scorie di quest’ultimo anno, nato sotto grandi auspici e finito male.

Su una cosa non ho dubbi: se tornerò, sarò più forte di prima. E’ questa l’unica motivazione che al momento mi potrebbe mandare avanti.

Written by lu82

Aprile 9, 2008 alle 12:13 pm

Pubblicato in Pensieri sparsi

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When tomorrow comes

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L’attesa… il denominatore comune di questo ultimo periodo ed in generale forse di questi ultimi anni: l’attesa del compiersi degli eventi, l’attesa di notizie importanti che sembrano non arrivare mai, l’attesa di un appuntamento con la mia storia che forse si rivelerà felice o forse infelice, l’attesa di qualcosa o qualcuno che mi lasci stupito e meravigliato come mai prima… Non credo di essere e non voglio essere il tipo di persona che aspetta con le mani in mano…

Destiny is not a matter of chance, it’s a matter of choice. It’s not a thing to be waited for, it’s a thing to be achieved

William Jenning Bryan (former USA Presidential Candidate 1860-1925)

Nonostante creda in questo, ci sono cose per cui è necessario attendere, pazientare, saper conservare la calma per farsi trovare preparati all’appuntamento con l’occasione…

Sarà per questo senso di attesa che da ieri mi ha preso uno dei miei soliti trip musicali che pare non mollarmi più?!

Written by lu82

Aprile 7, 2008 alle 12:46 pm

Round about midnight

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Niente potrebbe essere più azzeccato come titolo del disco che fa da colonna sonora alla stesura di questo post, il vellutato “Round about midnight” del genio Miles Davis, che più ascolto e riascolto, più mi accorgo di quanto fosse decisamente (sempre per citare un’altra delle sue fatiche più riuscite) “Miles Ahead”. Ma molto avanti.

Come dicevamo è circa mezzanotte, l’orario giusto per mettersi sulla tastiera mentre la testa vaga tra i propri pensieri, tanti.

La testa, già. Questo grosso shaker di pensieri, aspettative e delusioni, illusioni e disillusioni che ci troviamo appoggiato al collo e che ogni tanto andrebbe agitato, per vedere se, mescolandosi, tutte queste cose rendono qualcosa di buono. Lo stesso Miles Davis, nella sua vita artistica, mescolando tante idee musicali così diverse tra loro è riuscito ad ottenere qualcosa di (molto) buono. Invece mi ritrovo a voler sempre mettere un ordine rigoroso nei miei pensieri, quasi fosse una libreria, una grande biblioteca.

Essere o non essere? Il disturbo se lo era già preso Parmenide da Palinuro (posto davvero affascinante Palinuro…) tanti anni prima del proverbiale indeciso, Amleto, il quale comunque aveva la sua gatta da pelare.

Agire di istinto o razionalmente? Mettere in ordine lo scaffale o shakerare tutto? E’ verissimo che la vita è fatta di scelte, ma credo che la risposta a tale quesito sia la madre di tutte le scelte. Giusto, la vita è fatta di scelte! Il problema nasce quando a complicare le cose c’è qualcuno che te le rende difficili, le scelte… Diventa un incrocio fra l’istintività e la razionalità di due persone, due fattori che come abbiamo visto poc’anzi si incrociano fra loro. L’incrocio di due incroci. Un casino. Meglio davvero non pensarci, per evitare l’esistenzialismo, fatto che non mi tange e non voglio mi tanga (tanga?! Mmm…).

Rileggendomi probabilmente mi renderò conto che stasera sono un po’ più cervellotico del solito e che la mia solita spinta deve essere rimasta al piano di sotto, per cui meglio parlare di altro.

Ad esempio di quanto mi piaccia l’atmosfera notturna, tanto per ricollegarmi all’inizio del post, e che fosse per me sarebbe sempre mezzanotte. La luce notturna, perchè di buio comunque non si tratta, ha per me un che di caldo e rilassante, di misterioso ma al contempo rassicurante. Devo però ammettere che il tutto mal si concilia con l’altro momento della giornata che riscuote i miei favori, la mattina. Dovrei trovare il modo per vivere soltanto la mattina e la notte, tralasciando tutta l’inutilità del mezzogiorno e del pomeriggio…

Inutilità? Ferma tutto! A mezzogiorno si pranza! Non mi toccate il mezzogiorno. Il pomeriggio? Avete presente quei bei pomeriggi primaverili trascorsi in balia del dolce far niente? Nevvero capita poco spesso, bisognerebbe poterseli concedere di più…

Tirando le fila di queste ultime due righe forse bisognerebbe abolire il sonno, idea di per sè non malvagia se si pensa che di tempo per dormire, post mortem, se ne ha anche troppo. Ma anche dormire è un piccolo piacere della vita.

In definitiva mi accorgo di aver battuto una dozzina di righe totalmente inutili, in quanto mi piace tutto. Ok. Ottimismo reloaded! Forse tra poco sono pronto per infilarmi sotto le coperte più in pace con il mondo di quando mi sono seduto alla scrivania, a conferma dell’effetto terapeutico della scrittura, attività che consiglio vivamente a tutti.

La notte continua a scivolare via, assieme al morbido suono dell’immortale tromba del lisergico ometto di Saint Louis che mi accompagnerà più o meno fino alla fase del rapid eye movement. Cool jazz… chissà perchè poi lo hanno definito “jazz freddo”? Ok, sicuramente più serio e distaccato del dixie o delle sonorità bop, ma certo tutto fuorchè freddo. Ancora una volta grazie Miles, grazie di tutto.

Written by lu82

Febbraio 20, 2007 alle 12:43 am